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Notizie dall'Italia\ Dai film all'università, tutti pazzi per l’inglese

 

In questi giorni di metà febbraio 2012, il ministro dell’Università Francesco Profumo ha lanciato quello che lui stesso ha definito “un progetto che guarda alla crescita del Paese”: si tratta di introdurre, negli atenei italiani, lezioni ed esami in inglese. Siamo ancora alla sperimentazione e non sono pochi gli ostacoli di un sistema accademico arrugginito e lento come emerge nell’intervista che gli ha fatto il Sole 24.

Uno dei problemi che vivono oggi le Università italiane è, per stessa loro ammissione, la scarsa “internazionalizzazione”: per attrarre studenti stranieri, il Politecnico di Milano ha annunciato la sperimentazione per l’anno accademico 2012/2013 del portale plurilingue Study in Italy e dal 2014\2015 dell’erogazione in lingua inglese di tutti i corsi di laurea magistrale e di dottorato.

Sempre in questi giorni di inizio 2012, Giulio Tremonti, soprannominato addirittura Three peaks per l’occasione dai giornali italiani, chiede alla Rai di trasmettere in prima serata film in lingua originale per “consentire alle nuove generazioni di imparare finalmente l’inglese”. Tremonti il 24 febbraio ha annunciato la presentazione di una proposta di legge ad hoc (che non è inglese, ovviamente): siccome il rapporto degli italiani con l’inglese è quello che è, l’ex Ministro indica l’opportunità di sottotitoli in italiano. Che però gli esperti indicano come elemento di distrazione più che di aiuto.

Aspettando le decisioni strutturali, Rai Movie a settembre ha iniziato a trasmettere film in lingua originale: la TSI svizzera lo fa già dal 2000, tanto per fare un esempio. Il cartellone di Original Version è durato solo fino alla fine di novembre. Qua e là è possibile incappare in qualche altro film in inglese, anche su canali privati: insomma, grande confusione regna sotto il cielo e alla fine è più stancante seguire le programmazioni ballerine che un qualunque movie per un’ora e mezza di fila. Per capire cosa ci si perda con i doppiaggi – tragici errori di traduzione compresi – è interessante e divertente il blog di “apprezzamenti e rimproveri” al doppiaggio italiano”.

Il grande successo italiano del David Letterman Show d’altronde dice molto del desiderio di respirare più ampio, di sentirsi davvero internazionali, di superare i confini geografici e della conoscenza.

 

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